
Da brava Disoccupata sentimentale, mi sto sottoponendo con dedizione e umiltà all'ingrata attività dell'invio di CV (sulla cui sorte dedicherò un post successivo).
Io sono molto credente, per cui a ogni invio rivolgo una preghierina devota a San Precario, chiedendo che il mittente si sprechi almeno a scrivermi che ha ricevuto il cv ma non è interessato (ho fortunatamente superato la fase in cui spero che mi fissino un appuntamento).
Sono talmente devota, che ogni tanto il miracolo accade e vengo invitata a un colloquio.
Talmente incredula dell'immensa opportunità (poter vedere con i propri occhi un colloquio VERO è un'occasione più unica che rara), passo almeno tutta la settimana precedente a pensare a come vestirmi e pettinarmi.
L'ultimo a cui sono andata, mi sono svegliata 4 ore prima (quattro!!!!!) e ho proceduto al mio restauro. Avevo già pronto il Vestito-da-colloquio (elegante ma non ingessato, professionale ma non serioso, giovane ma non sfrontato, pratico ma non sciatto, creativo ma non bizzarro ... insomma, una faticaccia!); doccia rinfrescante e rinvigorente; circa mezz'oretta per il trucco (curato ma non pesante, naturale ma non eccessivo, elegante ma non "da sera" ... insomma, una tortura); scarpe selezionate attentamente (col tacco ma non troppo, stivale ma non da zoccola, comode ma non da ginnastica ... insomma, un'agonia) ... in conclusione, una preparazione di circa un'ora e mezza. Roba da chiedersi se, in caso di assunzione, ci avrei impiegato per prepararmi lo stesso tempo tutte le mattina ...
In più, la preparazione non ha riguardato solo il look.
I due giorni precedenti avevo fatto ricerche sull'azienda, mi ero studiata i loro siti, le loro modalità di comunicazione, la loro struttura, le loro metodologie operative. Mi ero preparata un bel discorso, avevo fatto le prove allo specchio (giuro), mi ero persino costruita una falsa risposta alla fatidica domanda: "Parlami dei tuoi difetti" (Ora, lo so che per un profano dei colloqui di lavoro questa è una domanda assolutamente IDIOTA, ma se cercate su google "consigli per colloqui di lavoro", tutti giurano e spergiurano che è una domanda che viene sempre fatta ... sarà ... io nel caso mi sono voluta preparare ...)
Bene, mi sentivo un panzer.
Colloquio brillante, tengo a freno il nervosismo, sfoggio il mio sorriso più convincente (il sorriso più seducente non l'ho potuto sfoggiare, non solo perchè non ne sono geneticamente provvista, ma anche perchè ero a colloquio con una donna), ci piazzo un paio di storielline commoventi sulla mia passione e professionalità, persino il modo in cui mi sono appollaiata sulla sedia è stato preventivamente studiato per comunicare una sensazione di sicurezza e affidabilità. Sono riuscita a non gesticolare (mio grossissimo difetto), mani composte sulla scrivania, piccoli gesti e ammiccamenti controllati per sottolineare passaggi chiave del mio discorso, battute di apprezzamento per fingere competenza e interesse per il discorso della tipa, il tutto condito da esternazioni tipo "Ovviamente il campo di lavoro della vostra azienda mi interessa MOLTISSIMO", "BRAMO lavorare con voi da quando ho il lume della ragione", "Voi siete una faro nelle nebbie per chi si occupa di questa materia".
Ho tentato anche un approccio telepatico, fissando la tipa intensamente negli occhi, e cercando di trasmetterle le mie energie psichiche, comunicando con la sua mente: "VIPREGOASSUMETEMIVIPREGOVIPREGOVIPREGOSARo'L'IMPIEGATAPIU'PROFESSIONALEDEVOTAEIRREPRENSIBILEDELVOSTROSTUDIOMAVIPREGOASSUMETEMIIIII!!!!!"
Conclusione per me: un successone
Conclusione per la tipa: le faremo sapere
E questo è solo un caso tra tanti, ma più o meno sono tutti andati in questo modo.
Con una sola eccezione.
Due settimane fa, vado a fare un colloquio per una borsa Leonardo per un tirocinio all'estero (vi consiglio di leggere il mio primo post, tanto da farvi capire il contesto).
Non ne avevo NESSUNA voglia.
Ci sono andata tirandomi delle pedate da sola.
Dopo un'ora e mezza di autostrada, siccome non trovavo il numero civico, sono stata tentata di tornarmene a casa.
Ero praticamente in pigiama.
Non ero truccata.
Non avevo i capelli lerci, ma poco ci mancava ... stavano comunque dritti in testa.
Avevo su degli scarponi da montagna.
Ho deciso di salvare un briciolo di dignità all'ultimo, facendomi due righe di matita sugli occhi alla bell'e meglio.
La mia unica preoccupazione era la possibilità di allungarmi a Bologna a fare serata.
Sono entrata nella sala colloquio che avevo in mente solo parolacce, perchè avevo appena finito di ascoltare lo Zoo di radio 105.
Mi sono stravaccata sulla sedia modalità bisonte.
Ho gesticolato come una schizofrenica.
Il mio primo pensiero uscita dal colloquio è stato "Pffff, che rottura di coglioni, altra autostrada"
Conclusione per me: una perdita di tempo
Conclusione per i reclutatori: complimenti signorina, ha vinto la borsa!!!
Cioè, mi faccio UN CULO COSI' a svegliarmi 4 ore prima, mettermi giù figa, studiarmi l'azienda, prepararmi le risposte ... e poi mi chiamano dall'unico posto in cui mi sono presentata conciata da bovaro e con la voglia di un gatto immerso nell'acqua?!?
No ma .... ti pare?!?!?
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